Arriva il primo giocatore quotato in Borsa. Ed è Vegano.


Può un giocatore di football americano, un running back per giunta, chiamato a infilarsi tra le linee avversarie, a rompere placcaggi e a sfuggire a muri umani che lo braccano, seguire una dieta vegana? Arian Foster giura di sì. Salvo poi aggiungere che, quando serve (leggi una overdose di forza ed energie, indispensabile per chi pratica questo sport), mangia anche un pollo intero. “Però mi piace essere vegano, insomma, quando posso lo preferisco”. Simpatiche incongruenze di un personaggio molto particolare nel duro mondo dei touchdown. Vegano (a metà) e poi anche filosofo, poeta, cultore dello yoga, filantropo, afroamericano con origini messicane, sposato, una figlia. E, da adesso, primo giocatore a essere, in qualche modo, quotato in Borsa.

Adrian Foster

Una stella della Nfl a cui, insomma, piace misurarsi, parecchio, con molte altre realtà. Così, quando la Fantex lo ha contattato, non si è tirato indietro. Tralasciando i tecnicismi esasperati funzionerà più o meno così: chi investirà nella compagnia potrà acquisire una parte dei futuri guadagni del giocatore. Dal canto suo il campione 27enne dei Texans di Houston riceverà dieci milioni di dollari in cambio del venti per cento del suo contratto (e parliamo di 43,5 milioni di dollari per 5 anni, con 20,7 garantiti), e la stessa percentuale di quanto incassa dai suoi sponsor pubblicitari (più o meno 700 mila dollari l’anno) e di futuri possibili ingaggi in altri ambiti collegati allo sport.

E ancora: la Fantex collocherà un milione di azioni, a 10 dollari al pezzo, alla portata solo di investitori statunitensi che non potranno possedere pacchetti superiori all’uno per cento complessivo.