Assunta Legnante Rio 2016

Assunta Legnante vuole tornare alle Olimpiadi dopo l’oro alle Paralimpiadi.


Assunta Legnante non è la prima volta che sale su un podio internazionale. Aveva partecipato alle Olimpiadi di Pechino, quattro anni fa. Ed era stata campionessa europea indoor nel 2007, ad esempio. Ma allora vedeva. Poi la malattia: un glaucoma congenito, perde prima l’occhio destro, poi anche il sinistro e nonostante diversi interventi chirurgici è diventata cieca. Oggi sorride, è campionessa paralimpica. E dice: “Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino ed il Comitato Paralimpico: non si tratta solo di sport, per me questo vuol dire ricominciare a vivere”.

Assunta Legnante Rio 2016

Per lei in fondo più di tutti gli altri. Perché nella vita non era una studentessa, o un pilota, o altro: lei era una campionessa di getto del peso. E oggi lo è di nuovo. Ma non è stato facile. “Quando ho perso la vista anche dal secondo occhio ho passato momenti davvero duri” ha raccontato a ilfattoquotidiano.it. “Non riuscivo più a pensare allo sport, a considerarmi un’atleta. Devo molto alla Federazione: mi hanno fatta sentire importante, mi hanno aiutata a trovare questa nuova strada. Hanno fatto davvero un gran lavoro”. Un lavoro particolare, nel suo caso: più psicologico che tecnico. “Da questo punto di vista in effetti non ho molti problemi: ricordo bene i movimenti. Il difficile è stato trovare le motivazioni, rimettermi in forma”.

Un’operazione andata a buon fine, come testimonia l’oro e il record mondiale di categoria. Ma fino a un certo punto: “Tra la malattia, gli interventi e il trauma sono stata ferma quasi tre anni – ha spiegato – Negli ultimi mesi ho fatto davvero il minimo per poter arrivare a Londra in una condizione decente, ma posso migliorare tantissimo”. Parole che aprono prospettive sorprendenti. Assunta lancia fino a 16,74 metri, il suo primato è di 19,20. Risale al 2002, ma non è lontanissimo. E ancor più vicina è la misura di 18.55, il minimo di qualificazione olimpica. “Io lo sento, ce l’ho nelle braccia, mi serve solo un po’ di allenamento serio”.

E allora Assunta da Napoli rilancia. All’orizzonte, fra quattro anni, ci sono i Giochi di Rio de Janeiro. Quelli Paralimpici, certo, per una grande doppietta. Ma anche quelli Olimpici, per un ritorno da fiaba a lieto fine. “Sarebbe bellissimo”, sussurra. E sorride. Usa il condizionale, non vuole promettere nulla. Ma ci crede.


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