Alessia Trost Olimpiadi

Le speranze dell’Atletica italiana a Rio 2016


L’obiettivo: aprire un nuovo ciclo, con destinazione Rio 2016. La modalità: inserire in squadra i migliori giovani del quadriennio appena terminato, perché acquisiscano esperienze utili al fianco dei “senatori”. Senza dar troppo peso a fattori (in ogni caso rilevanti) come la competitività. Il piano azzurro per il Mondiale di Mosca potrebbe essere sommariamente riassunto in questi termini. Lo si evince scorrendo la lista dei convocati, nella quale, in moltissime specialità, oggi e domani convivono fianco a fianco. Ed in alcune prove (vedi per esempio la staffetta 4×100 maschile) la scelta di prospettiva è stata netta, probabilmente anche a scapito dei valori assoluti.

Alessia Trost Olimpiadi

In pista, sulle pedane, sulle strade moscovite, sarà durissima. Niente sconti per i nuovi arrivati, la legge dell’atletica verrà applicata come sempre: ovvero, senza attenuanti. Riuscire a mettersi in evidenza, scalare posizioni, entrare nelle finali, o vincere delle medaglie, sarà un’impresa. Il contesto? Quello solito, complicatissimo, del confronto mondiale, dove lo spunto imprevisto può arrivare in qualunque momento, e da qualsiasi parte (intesa come Nazione). Due dati, per definire il quadro: 206 Paesi iscritti (record), rappresentati da 1974 atleti (record anche in questo caso). Un orizzonte sconfinato.

Andando ad esaminare la carte azzurre, la formazione allestita dal DT organizzativo Massimo Magnani ha sicuramente degli uomini e delle donne di punta, peraltro, in più di un caso, dotati (o dotate) di un ricco palmarès; ma anche per loro, sarà tutt’altro che una passeggiata. Perché ai Mondiali, nessuno si tira indietro. E non esistono squadre “cuscinetto”.


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